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Ancora problemi

E' inutile. Ogni volta che ci vien voglia di cantar vittoria succede sempre qualcosa che ci strozza l'urlo in gola. Mi riferisco alla nostra richiesta di mutuo per il locale. Il prossimo che mi viene a dire che in Australia è tutto più semplice lo uccido. Giuro. Non è affatto così. Intanto, come ho già scritto, Cibo ci ha chiesto i primi soldi entro la fine della settimana, e non bruscolini, ma la bellezza di 100 mila dollari tra noi e il nostro partner per l'ordine dei primi frighi appena effettuato. Il bello è che la nostra richiesta di mutuo naviga in altissimo mare. Ma parliamone in dettaglio di come funzionano le cose in questo paese. Avevamo iniziato UN MESE FA a chiedere un mutuo con la NAB, National Australian Bank, la terza banca per importanza d'Australia. Avevamo scelto questa innanzitutto perché è la nostra banca e poi perché è anche la banca dove l'ufficio centrale tiene tutti conti e pensavamo che ci avrebbero reso la vita più semplice. Non è stato così. Le settimane sono passate senza portarci a niente e il manager che ci seguiva molte volte non era neanche rintracciabile e non rispondeva alle nostre chiamate. Alla fine, dopo 20 gg, se ne esce con la richiesta di un Budget e di un Business Plan della nostra attività come condizione necessaria per proseguire nell'ottenimento dei soldi. Il problema è che il nostro commercialista dice che ci vuole almeno una quindicina di giorni per stilare questi documenti e dopo che li consegnamo alla banca altri 10 per avere i soldi. Non potevamo aspettare tutto questo tempo. Così Orietta ha provato a intraprendere un'altra strada parallelamente a quella della NAB. Doveroso puntualizzare che noi due non possediamo niente, non abbiamo proprietà e viviamo in una casa in affitto. I possedimenti in Italia non contano niente e non possono essere utilizzati come forma di garanzia. I sistemi bancari australiani e quelli italiani è come se fossero in due pianeti diversi. Non esiste la minima comunicazione o interazione tra di loro. Per questo motivo siamo dovuti ricorrere ai genitori di Orietta come garanti per l'intera operazione. Mettono la firma insomma. La seconda strada intentata da Orietta è stata quella di chiamare un suo carissimo amico commercialista molto esperto nella ricerca e nell'ottenimento dei mutui. Prendendo subito a cuore le preghiere disperate di mia moglie questa persona ci ha indirizzato verso un'altra banca, la ANZ, la più importante del paese, la quale può darci meno soldi della prima (ma andrebbe bene lo stesso) ma molto più velocemente, a patto che i genitori di Orietta portino la "dichiarazione dei redditi" di almeno due anni. Tutto semplice. Una volta trovati i documenti i soldi sarebbero stati disponibili in pochissimi giorni. Il problema è che il commercialista della famiglia di mia moglie è partito la settimana scorsa per una lunga vacanza in Italia e, a quanto pare, non avrebbe ancora fatto la dichiarazione dei redditi relativa al periodo che interessa alla banca. Fermi di nuovo. Questa è la nostra situazione al momento. Due strade, due richieste di denaro che stiamo portando avanti molto lentamente. La prima, quella col business plan, che ci darà sicuramente i soldi che chiediamo ma in almeno 20 giorni, la seconda, quella con la ANZ, che proviamo ugualmente a portare avanti nonostante la mancanza di un documento importante che il primo sportello ci ha richiesto. Cosa succederà ? Per adesso abbiamo dovuto sborsare 1500 dollari all'amico professionista di Orietta come "anticipo" sull'assistenza che ci sta fornendo e, come ho detto ad inizio post, dobbiamo versare i primi 50 mila dollari entro due giorni. Possiamo stare tranquilli un attimo ? macchè. E come se non bastasse io il 19 ottobre parto per la vacanza in Italia con Diego e speravo fosse tutti definito per quella data. Siamo molto stanchi, nervosi, abbattuti ma soprattutto frustrati per questa incredibile vicenda. Se il manager della prima banca ci avesse detto fin da subito, un mese fa, quando abbiamo iniziato a parlarne, che sarebbe servito un "badget" e un "business plan", a quest'ora li avevamo già in mano i soldi. Invece siamo ancora appesi in un limbo senza poter esultare per l'apertura del nostro locale. In compenso la voce in città si è ormai sparsa e tutti sanno chi c'è dietro al tanto discusso nuovo Cibo di Hutt Street. Anche sul giornale siamo finiti e oggi, due clienti mai visti prima, sono entrati ad Hyde Park chiedendomi se fossi io colui che guiderà il nuovo Cibo su quella importante strada. Addirittura ci sono leggende sulla tipologia del locale, molti infatti mi chiedono se sia vero o no il fatto che vogliamo riaprire nuovamente un Cibo versione ristorante come quello dove feci il mio pranzo di matrimonio su O'Connell Street, chiuso dopo che i ragazzi decisero di concentrare le loro forze solo sui bar. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quel periodo. Pensate. Questi 4 ragazzi di origini italiane sono partiti con un piccolo ristorante su quella strada, hanno poi aperto il primo Coffee Shop su Rundle Street avendo solo un piccolo laboratorio di pasticceria. Adesso invece hanno chiesto un prestito di oltre 2 milioni di dollari per la nuova, fantastica e stellare nuova sede principale della North East Road dove porteranno, in un'unica struttura la pasticceria per i quasi 20 punti vendita aperti tra i due stati (South Australia e Queensland), gelateria e tostatura del caffè. Già, perché pure quello hanno deciso di cominciare a farselo da soli senza delegare una ditta esterna. Beati loro.
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