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Avventura cominciata 3

11 ore di volo effettivamente molto tranquille. Diego ha dormito per quasi tutto il viaggio e di turbolenze neanche l’ombra. Il volo è stato talmente privo di scossoni che abbiamo visto più volte passeggiare per i corridoi l’anziano pilota australiano che evidentemente aveva bisogno di sgranchirsi le gambe. E’ sempre così. Ai comandi di bestioni del genere non trovi mai piloti sotto i 50 anni se non come “secondi” e chiaramente questo trasmette sicurezza ai passeggeri. Quando si vola in paesi tropicali può sempre capitare di doversi trovare in situazioni dove c’è necessariamente bisogno di esperienza. Infatti cominciamo la discesa per l’atterraggio a Singapore quando il pilota ci comunica che un forte temporale stava imperversando sopra l’aeroporto e al momento gli atterraggi erano bloccati. Dovete sapere che in questi casi il controllore dell’aeroporto valuta il da farsi. Se il temporale sarà di lunga o imprecisata durata allora dirige tutto il traffico sull’aeroporto alternato che ogni pilota deve obbligatoriamente scegliere al momento della compilazione del piano di volo proprio per i casi come questi. Se invece le previsioni dicono che il temporale passerà entro pochi minuti allora si provvede e mettere tutto il traffico in arrivo in HOLDING. Ciò significa che ogni aereo viene messo a “girare in tondo” ad altitudini diverse. Quando un aereo viene autorizzato all’atterraggio esce dal “girotondo” e atterra, mentre gli altri in coda scattano di livello verso il basso. Come se l’Holding fosse un ascensore per scendere. L’aereo che si trova all’altitudine più bassa ha la priorità sugli altri. Chiaramente il tutto dipendentemente da quanto carburante è rimasto nei vari serbatoi. Dovete sapere inoltre che è cosa reale la polemica suscitata in America dalla Continentals che molte volte (troppe secondo gli enti che vigilano sulla sicurezza dei voli) dichiara emergenza per mancanza di carburante nei voli provenienti dall’Europa avendo così diritto di precedenza su tutti gli altri velivoli che stanno per atterrare. In effetti imbarcare carburante PRECISO per il volo da effettuare senza aggiungerne troppo in eccedenza fa risparmiare molti soldini alle compagnie. Provate però a pensare lo stress di un pilota che per esempio deve atterrare necessariamente al primo tentativo per mancanza di carburante in caso di maltempo o forte vento. Non potrà riattaccare e tentare una seconda volta. Insomma, i rischi sono altissimi e per questo esistono indagini giornaliere per capire i comportamenti delle varie compagnie. L’aereo turco caduto ad Amsterdam la settimana scorsa è sotto indagine anche per questa ragione. E in una situazione come quella nostra a Singapore dove un traffico deve consumare carburante in eccesso per l’attesa ? Cosa succede ? Beh, fortunatamente la Qantas è in crisi si, ma non quanto altre compagnie che devono rischiare incidenti per risparmiare sul carburante. Sta di fatto che il pilota ci comunica che siamo in holding a 10 mila piedi con 12 traffici prima di noi per l’atterraggio. Diego intanto è sveglio e molto agitato e non vuole stare legato con la cintura al seggiolino. Comincia a strillare e ad avere una forte crisi di nervi. Le gente intorno costretta a stare seduta ci guarda logicamente male perchè in quell’attesa il pianto isterico di un bambino crea fastidio ... e molto. Il pilota intanto non ci dice più niente e noi non possiamo far altro che guardare i continui giro tondi che il grosso jumbo deve compiere per l’attesa impostaci. Dal monitor davanti a me fortunatamente noto che ad ogni giro diminuiamo la nostra altitudine e da ciò intuisco che l’aeroporto è stato riaperto i gli atterraggi ricominciati. Meno male. Speriamo che il carburante adesso basti per arrivare alla pista :-) E come mai questo silenzio ? Perchè il pilota non ci dice che stiamo per atterrare ? Non sarà che magari in cabina c’è una situazione di forte stress per qualche motivo e noi non lo sappiamo ? Beh, chi ha una vera e propria fobia del volo come me pensa a tutte queste cose :-) Come sempre le mie paure alla fine risultano essere infondate e l’aereo passa tra gli squarci nuvolosi per il sentiero di discesa che lo porta al suolo dopo una mezz’oretta d’attesa. La pista è molto bagnata, segno che il temporale è cessato da poco ma il 747 atterra dolcemente senza nessuna complicazione. Siamo stanchi, molto, e in questo momento rimpiango la Cathay Pacific che nel suo viaggio verso Adelaide concede un giorno di riposo a Hong Kong prima della seconda parte del volo. Questo credetemi è decisamente meglio in quanto ti permette di dormire un po’ in albergo prima di rimetterti nella stretta Economy Class per altre 8 ore di volo. La Qantas invece fa soltanto uno scalo tecnico a Singapore, il tempo cioè di fare carburante e pulire un po’ l’area passeggeri. Per noi significa necessariamente prendere tutti i nostri bagagli a mano e scendere dall’aereo per un’ora soltanto. Di solito una situazione del genere non fa altro che bene alle ossa ma con Diego e tutti i nostri bagagli il dover ripassare tutti i controlli sarebbe risultato molto complicato. Il piccolo, poverino, si era appena illuso di essere arrivato a destinazione quando si è dovuto subito rendere conto di dover risalire nuovamente in aereo ... pensate alla sua reazione :-(( Muniti di un enorme quantitativo di pazienza che neanche noi sapevamo di possedere effettuiamo tutte le procedure necessarie per essere imbarcati di nuovo sullo stesso aereo appena lasciato. Nel corridoio di imbarco faccio conoscenza con un ragazzo di Montecatini che aveva da lontano sentito Diego chiamare “babbo” e che quindi aveva intuito di trovarsi a bordo con gente della “sua” Toscana. E’ piacevole sentir parlare il tuo dialetto quando ti trovi così lontano da casa. Mi racconta di essere diretto a Melbourne per lavoro. E’ nel commerciale di una grande azienda di Como che lo manda spesso in Asia. Si sarebbe solo soffermato in Australia per poi fare tappa definitivamente in Vietnam. Ci siamo accomodati ai nostri posti e dopo pochissimi minuti siamo decollati nuovamente senza nessun problema. Il monitor della mia postazione mi comunicava una piacevole notizia: solo 5 ore e mezzo ci avrebbero portato finalmente nella terra dei canguri, a Melbourne. Il tempo cioè di un film e un pranzo. Che bella la Qantas. nella programmazione del suo sistema di intrattenimento aveva inserito diversi film in italiano cosa che invece non fa quasi mai la cinese Cathay Pacific. Inoltre la Cathay inserisce il “demand” solo nella Businness la Qantas lo regala anche in Economy. Il “demand” è il sistema di film che parte quando vuoi tu. In pratica se voli con la Cathay i film partono tutti in automatico nello stesso istante quindi se ti perdi l’inizio sono cazzi tuoi. Con la Qantas invece scegli tu quando far partire i programmi che vuoi vedere. Per non parlare poi del cibo. Finalmente qualcosa mangiato con gusto anche in aereo. Come ho già detto il 747 australiano era chiaramente vecchiotto ma il servizio globale è stato di gran lunga migliore di quello della multi premiata Cathay. Anche questo volo è filato liscio liscio senza una sola turbolenza che abbia fatto accendere le luci delle cinture al pilota. All’alba dopo solo 5 ore da Singapore il pilota ci dice che avrebbe iniziato la discesa verso Melbourne, il tempo era nuvoloso ma senza pioggia o vento. Questa volta qualcuno aveva fretta di scendere e l’angolo di picchiata è stato notevole. Conseguenze per le orecchie ? Tante. Un male cane. Ma l’avvicinamento e l’atterraggio sono stati impeccabili. Ci portano al gate quando iniziamo a vedere le prime luci dell’alba. Siamo in Australia, non ancora arrivati, d’accordo,  ma possiamo toccare finalmente la terra che ci ospiterà per questa nuova avventura. Tra le tante cose Melbourne è una delle possibili città dove vorremmo vivere io e Orietta e anche se questa volta la toccheremo soltanto di passaggio veniamo persuasi da una sensazione piacevole. Io gli australiani li adoro, è gente fantastica, sempre allegra e ospitale. Finalmente il lungo viaggio stava finendo. Solo un altro volo, soltanto 50 minuti ci separavano adesso dalla nostra destinazione finale. Dovevamo soltanto sbrigarci perchè questa volta oltre ai nostri bagagli a mano dovevamo prendere anche le grosse valigie lasciate al check-in a Roma e riconsegnarle nuovamente per il volo interno verso Adelaide. Una vera e propria impresa che vi racconterò nell’ultimo post a breve.
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