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Cappuccini in Australia

Torno a scrivere due righe sul blog dopo più di due mesi. Riguardando l'archivio infatti vedo che l'ultimo post risale a quando abbiamo trovato casa nuova. I motivi che mi hanno tenuto lontano dal sito sono semplici: poche cose significative da raccontare ma soprattutto Diego che non mi lascia mai un po’ di momenti per me catturando continuamente la mia attenzione ogni volta tenti di mettermi al mac. Inoltre avevo bisogno di un assestamento generale. Il nuovo trasferimento in Australia, come immaginavo, ha avuto i suoi effetti ritardanti :-) nel senso che ci vogliono diverse settimane per raggiungere la consapevolezza di quello che si è fatto. Spiego questi concetti anche per preparare le persone che mi contattano quotidianamente dal sito Vita in Australia perché interessate a costruirsi una nuova vita da queste parti. Già, perché come ampiamente detto in passato, venire in Australia come immigrati con lo scopo di rimanerci per sempre è davvero molto diverso dal venirci in vacanza per tre settimane. Sapere che tornerai presto a casa tua, tra le tue mura, i tuoi familiari, i tuoi oggetti e la tua vita sociale di sempre, ti fa vedere tutto con occhi completamenti diversi e sicuramente meno obiettivi. Appena esci dal terminal dell’aeroporto trovandoti a contatto diretto con la splendida aria limpida australiana la sensazione di essere lontano da casa (in tutti i sensi) è molto forte e non sempre positiva. Insomma, non è come prendere un volo della Ryanair per andare a Londra dalla quale puoi tornare a casa anche per i weekend a trovare i tuoi. Qua ci sono due giorni interi di volo che ti separano dall’Italia ma soprattutto ci sono biglietti aerei da 1200/1400 euro. Per questo motivo consiglio sempre e tutti di entrare nel paese da porte secondarie, da città più piccole che ti permettono indubbiamente di creare una sorta di cuscinetto, o camera di decompressione, per l’adattamento e l’assorbimento del radicale cambiamento di vita in corso. Poi credo che questo alla fine dipenda moto anche dall’età che si ha e da ciò che si lascia in Italia, è chiaro. A 20 anni si è più spregiudicati o si mettono in gioco molte meno cose e per questo motivo si possono vivere le esperienze con più serenità. A 36 anni no. A 36 anni, con moglie, figlio e un altro in arrivo non puoi più permetterti di sbagliare. Insomma, indietro non si può tornare. Tornando alla vita in Australia. Il lavoro al bar va avanti. Adesso sono alla macchina del caffè e questo ha sicuramente migliorato le cose. Chiariamo subito che fare i caffè in un coffè-shop all’estero non è minimamente paragonabile col farlo in Italia, dove sicuramente è molto più “normale”. In Italia si fanno gli espressi, si beve caffè nero e il latte soltanto la mattina per far colazione. Soprattutto si entra in un bar per bere e andarsene subito. Qua no. Qua l’ingrediente dominante è il latte. Sapete quanto ne consumiamo al bar dove lavoro io ? Circa 200 litri al giorno. Gli australiani bevono cups grandi da 0,4 con la stessa frequenza con cui noi beviamo un espresso. Che fuori sia freddo o 40 gradi, che sia mattino o dopo pranzo non rinunciano mai alla loro tazzona di latte. Che poi non amano mandarla giù in fretta come facciamo noi con i cappuccini la mattina. A loro piace gustarsela con molta calma fino al punto di finirla quando ormai il latte è diventato freddo e un liquido senza schiuma. Una schifezza insomma. Proprio per questo motivo non possiamo scaldare il latte come lo si fa in Italia. Questa loro voglia di gustarselo lentamente infatti comporta la preparazione di un latte MOLTO caldo, ad almeno 70/75 gradi, e quando ce lo chiedono, spesso, anche di più. E’ chiaro che a queste temperature è difficile mantenere il latte cremoso come da noi e il risultato è che spesso si ritrovino a bere latte con la consistenza dell’acqua. Ma se va bene a loro. Sul caffè invece sono critici. Sul caffè c’è da fare attenzione. L’espresso non lo beve quasi nessuno e quei pochi che lo fanno hanno certamente un background italiano. Provo a farvi una classifica delle tipologie di caffè che si bevono da me, in ordine dal più popolare al meno “gustato”.
  1. 1)Latte (è un caffèlatte sul bicchiere di vetro servito con un centimetro di schiuma, si piazza a metà tra il cappuccino e il Flatwhite che invece è con pochissima schiuma)
  2. 2)Cappuccino (come da noi con una spolverata di cioccolato sopra, chi lo chiede è perchè vuole un caffè latte con più schiuma, circa 1 cm e mezzo, e più cremoso)
  3. 3)Flatwhite (uguale al cappuccino, stessa tazza, ma senza cioccolato e con pochissima schiuma, circa mezzo centimetro)
  4. 4)Longblack (sulla tazza del cappuccino è il caffè nero più bevuto. E’ fatto con acqua calda per 3/4 e uno shot di caffè espresso sopra. Lo shot non è completo di 25 secondi come nei cappuccini o nell’espresso classico ma di soli 15”)
  5. 5)Hot Choccolate (2 cucchiai di cioccolato in polvere sul fondo e latte caldo)
  6. 6)Macchiatone (è la metà di un latte. Chiamato anche HALF LATTE. Servito in un piccolo bicchiere di vetro)
  7. 7)Chai latte (è una caffè latte al sapore di cannella. Molto popolare viene servito sul bicchiere di vetro e viene fatto con un paio di cucchiai di polvere specifica e latte caldo)
  8. 8)Vanilla latte (è come il Chai sopra ma al sapore di vaniglia)
  9. 9)Mochaccino (e’ come il cappuccino ma oltre al caffè, prima di versare il latte, mettiamo un cucchiaio di cioccolata in polvere)
  10. 10)Cibocino (è un cappuccino al sapore di nocciola. Oltre al caffè, prima di versare il latte, mettiamo una crema di nocciola fatta dalla nostra pasticceria)
  11. 11)Macchiato (è un espresso macchiato con la schiuma del latte. Si serve nelle tazzine piccole e può essere short e long. Quest’ultimo ha la schiuma fino in cima alla tazzina)
  12. 12)Espresso (il nostro classico caffè. Servito nelle tazzine piccole precedentemente riscaldate. Il caffè, per prendere la giusta quantità di miscela, deve uscire in 25 ml in 25/30 secondi, altrimenti va buttato e rifatto)
  13. 13)Vienna coffè (sempre nella tazza dei cappuccini può essere bianco o nero. Bianco ha come base un Flatwhite mentre il nero ha il Longblack. Entrambi vengono serviti con una notevole quantità di panna montata e una spolverata di cioccolato in polvere)
  14. 14)Vienna Choccolate (uguale a sopra ma con una Hot Choccolate come base)
  15. 15)Americano (è servito in tazza piccola, 3/4 d’acqua calda e uno shot di caffè. In pratica è un Longblack piccolo)
  16. 16)Marocchino (è un macchiato con una spolverata di cacao amaro, su tazza piccola)
  17. 17)Zabaccino (come il cappuccino ma al sapore di uova e marsala, simile allo zabaione)
  18. 18)Cioccolata italiana (è la cioccolata in tazza come la conosciamo noi. A differenza della Hot Choccolate è molto più densa e dolce)
Vi risparmio l’elenco di tutte le tipologie di caffè freddi. Ce ne sono altrettanti. Ognuno dei caffè sopra descritti può essere preparato in diversi bicchieri: piccolo, medio, grande, in tazze, in bicchieri di vetro o di cartone per il take away. Diverse anche le varianti per il caffè e il latte: soya (molto popolare), weak (poco caffè), strong (forte), double (doppio shot di caffè), decaf (decaffeinato), hot (più caldo), warm (tiepido), extra shot (uno shot di caffè in più) e soprattutto SKIM milk (il parzialmente scremato, ormai richiesto quanto quello intero). Immaginatevi il numero di combinazioni esistenti e il numero dei clienti contemporanei ogni giorno. Quella che ne viene fuori è una situazione incredibile dove sbagliare è davvero facile. E dal momento che quando il bar è pieno il cliente aspetta anche 15/20 minuti per il caffè, se sbagli non rimane certo molto contento. In conclusione fare i caffè è molto più divertente all’estero che in Italia. Più impegnativo di sicuro. Le nostre due macchine sono costantemente accese a produrre shot coffè uno dietro l’altro per tutto il giorno e anche per questo motivo vi assicuro che quello che viene fuori è davvero molto buono. La polvere è una miscela creata apposta per noi (con il nostro marchio, in vendita anche da macinare per i clienti) 100% arabica. Le paghe dei baristi in Australia sono uguali a quelle degli altri dipendenti del bar. Siamo sui 10 euro all’ora nei giorni feriali fino alle 18, si sale se si lavora la sera e il sabato, il doppio la domenica. Due settimane fa, perchè ho lavorato in un giorno di festa nazionale, ho preso 455 euro per 5 giorni di lavoro.
Spero che queste informazioni siano d’aiuto a chi stia pensando di venire a vivere in Australia a fare questo mestiere.
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Abbiamo casa
Qualcosa bolle in pentola
 

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