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Vi racconto 10 anni della mia vita in Australia. Continua il blog cominciato nel 2006 al mio arrivo definitivo nel South Australia. 

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Natale australe

Già, Natale australe. Anche questa volta ci ritroviamo a paragonare queste settimane prefestive con quelle europee. Non c'è niente da fare. Per noi europei il Natale è al freddo, con la neve magari, comunque in giro per i negozi imbacuccati nei nostri cappotti. C'è da dire che il tempo ad Adelaide di questi giorni aiuta molto a sentirsi meno lontani da casa. La sera ad esempio fa freddo ed io con lo scooter mi devo coprire. Mi piace. Ci sono già state le prime avvisaglie estive, un paio di giorni a 35 gradi, ma niente di preoccupante. Il bello deve ancora venire. L'estate inizia ufficialmente tra una settimana. Io intanto sono tornato dalla mia vacanza italiana e dopo qualche settimana di assestamento mi ritrovo a raccontare la mia vita su questo blog. Sono le 11.36 di venerdì mattina. Fuori è nuvoloso e oggi saranno 23 gradi circa. Si sta bene, aria fresca, porta di casa aperta sul nostro piccolo giardino e i bambini che entrano ed escono liberamente. E' piacevole vederli fare quello che vogliono senza pericoli, anche Mattia, il più piccolo. Quanto gli piace stare fuori. Orietta è al lavoro e finisce a mezzogiorno. Stasera sarà il mio turno. Da quando sono tornato lavoro tre sere alla settimana. Mi piace. Chiudo il giovedì, venerdì e sabato. I tre giorni più busy del negozio e l'ho voluto io per tenere tutto sotto controllo. Siamo pieni ogni giorno. Gli incassi sono elevati e abbiamo rafforzato i turni con personale extra. E' bello vedere il negozio così "in forma". Siamo sopra i 6000 dollari ogni giorno e i weekend ci avviciniamo agli 8000. Ah, dimenticavo. Il nostro head office ha rincarato i prezzi in tutti i punti vendita. Adesso un cappuccino piccolo (come quelli italiani) costa 3 dollari e 40 (2 euro e 50) mentre l'espresso è passato dai 2 dollari e 70 (2 euro) a 2 dollari e 80 (2 euro e 10). Questo per farvi capire quanto è più caro far colazione al bar da noi. Ma agli australiani va bene. Sanno che Cibo vuol dire qualità dei prodotti e i soldi, da noi, li spendono volentieri. Intanto i preparativi per il nostro locale proseguono. Nel frattempo la banca ci ha dato tutti i soldi e in parte li abbiamo già dati all'ufficio centrale di Cibo. I lavori sono quasi finiti e mercoledì avremo la possibilità di entrarci per la prima volta da quando sono iniziati. Credo che riuscirò a fare anche le prime foto che naturalmente posterò subito sul blog. I banconi e i frighi arriveranno la prossima settimana al porto di Adelaide dall'Italia e tutto sarà pronto per il 10 gennaio. L'inaugurazione è prevista due o tre gironi dopo. Ritarderemo un po' la licenza per gli alcolici visto che il governo australiano è molto pignolo a riguardo. Dobbiamo infatti nominare i supervisors per ogni turno di lavoro e comunicarli al governo. Questi saranno i responsabili per la vendita degli alcolici nel locale e uno di loro dovrà essere sempre presente in ogni turno. Per quanto riguarda lo staff siamo un po' indietro invece. In totale serviranno 25 persone. Ne abbiamo 12 al momento a fronte di oltre 400 richieste avute in un mese di annuncio pubblicato sui principali siti australiani. Per fortuna in Australia ci sono le vacanze di scuola e ad Hyde Park abbiamo abbondanza di staff. Per le prime settimane quindi condivideremo i ragazzi tra i due negozi. Abbiamo la fortuna di gestire due punti vendita con moltissimi vantaggi da diversi punti di vista. Poi, con calma, stabilizzeremo i due ambienti rendendoli indipendenti l'uno dall'altro. 
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In volo

Eccomi qua. Siamo ufficialmente in volo. Sono seduto al mio posto 57H con Diego accanto a me. Sta guardando Toy Story 3 e pare molto felice di vederlo. Finalmente. Ma non è stato facile. Tutt'altro. Questa mattina mi ha portato mio suocero in aeroporto ad Adelaide. Non ce la siam sentita di far venire anche Orietta, Diego ci sarebbe stato troppo male nell'accorgersi che sua mamma non veniva con noi. È stato tutto abbastanza tranquillo fino a quando, ad un certo punto mentre attendevamo l'imbarco al gate, Diego si è messo a piangere da solo e guardandomi con i suoi occhioni dolci e pieni di lucciconi mi ha chiesto dove fosse la mamma .... "Babbo... sniff... Voglio la mamma". Ecco. In tutta la mia vita non potrò mai scordare quel suo viso. Mi ha fatto una pena tale da fari mettere in discussione tutto il viaggio. Mi ha colpito al cuore così a fondo da far traballare la mia razionalità. Così, piangendo anch'io, ho chiamato Orietta e tutti e tre abbiamo pianto insieme come bambini. È stupido per alcuni ma noi pensiamo che la nostra famiglia debba stare sempre unita .... sempre. Ho sottovalutato la reazione di Diego e me ne pento. Durante tutto il primo volo ogni volta che nominavo Ori o Mattia Diego si metteva improvvisamente a piangere e mi stringeva. È stato un sentimento nuovo per me, devastante. Solo chi ha figli può capire. E solo fino a quando non li avrete non potrete MAI capire la magia che lega un genitore al proprio bambino. Non si finisce mai di provare emozioni nuove con loro, ogni giorno. Intanto siamo a 36 mila piedi, 10 mila metri. Mancano ancora 6 delle 9 ore totali all'arrivo ad Hong Kong. Questo che sto facendo è il volo che più mi impensierisce per via del meteo. Come ho scritto ieri le aerovie tra l'Australia e Hong Kong passano per le Filippine dove attualmente è in fase di svolgimento un forte tifone. Quell'area è sempre molto turbolenta e tra poco la raggiungeremo. Stiamo infatti per raggiungere la costa nord australiana e tra un'oretta sorvoleremo Darwin e poi ..... Tutto mare fino ad HK. L'aereo è mezzo vuoto. Mai trovata così poca gente su un Cathay. Il tizio accanto a me occupa sdraiato da solo tutti i 4 posti della fila e come lui anche molte altre persone. Non vedo l'ora di toccare la pista di Hong Kong. Anche perché nell'altro volo sarà più facile per noi dormire. Per adesso infatti niente. Sono stanco e francamente dormirei ma non me la sento di farlo con Dedo sveglio accanto a me. Aspetto lo faccia lui per primo. È così affettuoso e si sente quanto ha bisogno di coccole. Mi manchi Ori... Tanto :-(


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Si parte

Tutto pronto ? Macché. Sono le 22.35 e ancora ho da fare le valigie. Le faremo domani. Cosa si prova a partire per un lunghissimo viaggio dopo che non si vede la propria terra da quasi due anni ? Mille emozioni.... tantissime. Ho mal di stomaco a dir la verità. Come sempre prima di un lungo volo sono in tensione ma questa volta è peggio. Credo che sia per l'articolo che ho appena letto sulla prima pagina del Corriere on line dove si parla del tifone sulle Filippine che si sta spostando sul Mar della Cina Meridionale. Le Filippine si trovano proprio nel bel mezzo delle aerovie tra l'Australia e Hong Kong ed è sempre in prossimità di esse che si sentono le turbolenze maggiori. Nell'articolo leggevo che proprio domani il tifone si sposterà sul Mar della Cina. Mi sembra di aver capito che sia in realtà a ovest di Manila. Si, ho appena controllato. Ci passiamo proprio nel mezzo e Hong Kong è bagnata proprio da questo mare. :-( Sono nervoso. Leggo che si sta dirigendo verso sud ovest e questo mi fa pensare che si stia allontanando da Hong Kong. E' inevitabile che un paranoico come me pensi subito all'incidente in Brasile dell'Air France. In quell'occasione era sempre un Airbus 330 (come il mio) e ancora oggi si devono capire le cause che portarono a quella terribile catastrofe. Ho letto molti dei dossier ufficiali. Uno dei possibili problemi può essere stato il difetto ai tubi di pitot di cui tanto si è parlato. Questi buffi oggetti sono dei piccoli pungiglioni che tutti gli aerei hanno installati esternamente per misurare la velocità del velivolo rispetto all'aria. Beh, proprio questi, a quanto pare, in una situazione di violenta perturbazione (un tifone, un forte temporale con attività elettrica molto forte) avrebbero fornito ai sofisticati computer di bordo dell'Airbus un valore completamente errato facendo credere al pilota di essere in prossimità di velocità di stallo, che in realtà non era. Ogni strumento di bordo si sarebbe comportato di conseguenza al valore sballato fornito dal tubo di pitot costringendo il comandante a escludere l'autopilota, il che, in una situazione estremamente difficile come quella in cui si trovava il povero Air France nella tempesta tropicale quella notte, non è affatto consigliabile. Quello che è successo nei due o tre minuti successivi che hanno portato il grosso Airbus a distruggersi in mare è ancora in fase di studio. Quello che è certo è che stando ai valori trasmessi dal sistema automatico d'emergenza dell'Airbus, dopo l'esclusione dell'autopilota ci sia stata una situazione di incredibile sollecitazione della fusoliera, una variazione violenta della quota del velivolo, come una picchiata. Ecco. Quello che possono aver passato i poveri passeggeri quella notte deve essere stato terrificante. Ed io ci penso continuamente. Da quella data la Airbus ha fatto cambiare tutti i tubi di pitot ritenuti difettosi sui propri 330 che comunque rimarrà sempre il mio aereo preferito di sempre, nonostante tutto. La mia fobia mi ha portato ha controllare i METAR degli aeroporti di Hong Kong e Manila. Pare che su Hong Kong non ci siano particolari problemi meteo mentre su Manila si.
Dicevo delle mille emozioni. Rivedrò la mia famiglia, invecchiata di due anni, come del resto loro vedranno me invecchiato di due anni e con qualche chilo in più. Rivedrò la mia terra e il mio paese. Ma non sarà lo stesso senza Orietta e Mattia. In questi giorni non è stato facile e dopotutto ci eravamo ripromessi di non separarci più dopo il nostro matrimonio. Purtroppo invece questa volta dobbiamo farlo. Qualcuno mi ha rimproverato di essere troppo malinconico al punto di non riuscire a godermi i momenti belli. Lo so. E' verissimo ed è il motivo per cui ancora non mi sono lasciato andare in Australia. Rimango sempre attaccato al passato e rimpiango sempre le cose belle vissute senza rendermi conto di viverne altre nel presente...... ma è un male comune mi sa :-) Tra qualche ora si parte dunque. Io e Diego. Ipad, Iphone, PSP, Macbook, Imac, videocamera e fotocamera ..... Ogni cosa è a caricare per il viaggio di un padre e di suo figlio di 4 anni che dovranno starsene 22 ore su un aereo. Ah, l'iMac lo porto per regalarlo ai miei genitori .... non sono così spudorato :-)
Vado a letto. Mi mancano già tanto mia moglie e i miei bambini. Cercherò di postare il possibile durante le tappe del viaggio.... la prima sarà a Melbourne dopo solo un'ora di volo.
A domani.
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Manca poco

Nel senso che tra 4 giorni si parte. Martedì a mezzogiorno il nostro Airbus 330-300 decollerà da Adelaide e dopo uno scalo tecnico a Melbourne ci porterà ad Hong Kong in quasi 9 ore. Due ore di sosta e poi di nuovo a bordo, questa volta di un Airbus 340-300, che dopo 13 ore atterrerà finalmente a Fiumicino. Finita ? Macchè. Tre ore di sosta e alle 9.50 di nuovo decollo con un Airbus 319 alla volta di Firenze dove, dopo quasi due anni, potrò riabbracciare i miei. Bel viaggetto no ? Sono nervoso. Già da oggi. Comincio a sentire la tensione di ogni cosa. Mille emozioni e consapevolezze che mi avvolgono. Innanzitutto le tre settimane che passerò in Italia mi sembravano poche fino a qualche giorno fa. Adesso mi sembrano molte. Questo è dovuto al fatto che vedo Orietta triste per la nostra partenza e la capisco. Anche a me dispiace un casino separarci di nuovo e questa volta non ci sarà solo mia moglie a mancarmi ma anche Mattia. Non sarà facile per niente. Abbiamo deciso di salutarci a casa, non voglio che vengano in aeroporto con noi. Non saprei la reazione di Diego a vedere sua mamma non salire con noi in aereo e per questo motivo credo sia più semplice per ognuno salutarci a casa. Come del resto avevamo fatto due anni fa con i miei. Credo ci accompagnerà soltanto mio suocero. In questo momento guardo Mattia. È un bambino bellissimo. Non riesco proprio a pensare che non lo vedrò per tre settimane. Cerco di immaginare cosa penserà lui a non vedere più suo babbo e suo fratellino per casa. Ormai è abituato a sentire Diego fare casino ogni giorno e sarà strano per lui, ma anche per Ori, sentire la casa silenziosa. E pensare che anni fa quando eravamo fidanzati dicevamo sempre che quella sarebbe dovuta essere l'ultima separazione. Ed invece eccoci qua, ancora una volta, a riprovare le stesse sensazioni. Però sono felice. Felice perché mi aspettano tre settimane bellissime e so di averle meritate. Da quando siamo arrivati in Australia non mi sono MAI preso più di due giorni di riposo in fila. Credo sia il momento giusto per fermarsi un po' prima della grande avventura con il locale nuovo. Questa volta cercherò di documentare ogni momento del viaggio che affronteremo io e Diego. Mammamia.... Ce la farò ?


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È fatta. Finalmente.

Credo che lo si possa dire finalmente. Il manager della banca che ci ha seguito tutti questi giorni ha chiamato Orietta ieri pomeriggio e le ha detto che la Anz ha definitivamente accettato la nostra richiesta di mutuo. A dir la verità io preferisco cantar vittoria solamente quando vedo i soldi nel conto. Con tutto quello che è successo infatti nelle ultime settimane ho sempre il terrore che qualche altro intoppo possa saltare fuori all'ultimo momento. Però se il tizio ci ha chiamati apposta per comunicarci questa notizia credo si possa stare tranquilli. Intanto siamo riusciti a dare i primi cinquanta mila dollari a Cibo per le prime forniture e per questo dobbiamo sicuramente ringraziare i miei suoceri che ce li hanno anticipati. Ieri sera dopo il lavoro sono passato dal centro per vedere ancora una volta il posto dove nascerà il nostro Cibo. Più lo vedo e più non posso aspettare. La strada dove lo apriremo è un viale alberato molto frequentato e pieno di locali. Ci sono molti ristoranti, uffici, c'è la sede locale di Channel 10 ma anche molte abitazioni. Siamo a ridosso del parco più grande di Adelaide, quello dove c'era il rettilineo d'arrivo e i box del vecchio circuito di Formula 1 e dove ogni anno ci corrono con le auto V8. Presto vedrò di postare le prime foto. Ancora il locale è grezzo, con tutti i lavori da fare. Volevo aspettare una fase più avanzata degli interventi prima di fare le fotografie.
Intanto comunque stiamo cominciando a pensare allo staff. Ci serviranno una ventina di persone e alcuni, pochi, li prenderemo da Hyde Park, dove lavoriamo adesso. A dir la verità Orietta non è molto contenta di portar via gente da dove siamo ora ma qualcuno con esperienza lo dovremo pur prendere. Per adesso l'idea è che lei faccia qualche turno anche ad Hyde Park come manager perché dopotutto non possiamo lasciare quel negozio prima che il nostro socio abbia trovato qualcun'altro a cui affidarlo e non posso certo portarle via lo staff migliore. Ricordo infatti che il nostro socio al locale nuovo è anche il titolare di Cibo Hyde Park dove abbiamo lavorato fino ad ora. Avremo anche la licenza per gli alcolici. In Australia funziona come in America. Non si possono bere alcolici per strada, non puoi comprarti la birra al supermercato perché non la troverai mai. Ci sono dei negozi appositi che vendono gli alcolici solo per portarli a casa e altri, gli hotel, ti permettono di bere sul posto (sono i nostri normali pub per intendersi). Fuori da questi luoghi non puoi bere. Il Cibo dove lavoro adesso per esempio non ha la licenza e per averla il nostro bar deve rispettare certi criteri. Quando tornerò dalla mia vacanza in Italia daremo il via al rush finale degli ultimi preparativi. Già, la vacanza. Manca davvero poco. Tra dieci giorni io e Diego dovremo affrontare un lungo viaggio e sarà la prima volta che mio figlio starà senza la mamma. Sono un po' preoccupato a dir la verità e le 21 ore di volo che ci attendono mi stanno tenendo in tensione. Sopratutto dopo aver letto tutti i dossier tecnici sull'incidente all'Air France in Brasile. Guarda caso fino ad Hong Kong avremo esattamente lo stesso Airbus 330 che tanti problemi ha avuto ai tubi di pitot. Speriamo la Cathay li abbia sostituiti davvero come ordinato dall'azienda francese. Altrimenti in caso di forte perturbazione .... :-))) Dai, sto esagerando volutamente come ogni volta che sto per affrontare un volo importante. Non ci posso ancora credere che tra due settimane sarò a Vernio. Sono quasi due anni che non vedo i miei e non era mai passato tanto tempo da quando sto con Orietta. Rivedrò anche Fede e Barbara a cui Diego si era tanto affezionato. Chissà la sua reazione nel vederli e nel rifrequentare i posti dove ha vissuto per un anno e mezzo. La prima domenica voglio portare Diego a Gardaland. In Australia non esistono parchi belli come quelli italiani e voglio approfittarne per regalargli una visita.
Insomma. Un bel periodino pieno pieno di emozioni che meritava di essere raccontato in un nuovo blog. Eccomi qua dunque :-)


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