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Vi racconto 10 anni della mia vita in Australia. Continua il blog cominciato nel 2006 al mio arrivo definitivo nel South Australia. 

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Auguri Diego !

La torta di compleanno di Diego con uno dei suoi personaggi preferiti

E così anche la festa è andata. Finita. Ma che festa. I miei suoceri sono stati eccezionali e hanno preparato una gran cosa. Sembrava un secondo battesimo ed è venuta un sacco di gente. Anche i miei amici, Andrea e Claudio, che all’inizio sembrava disertassero alla fine sono venuti. Insomma, tutto veramente bello. Eravamo in giardino, a casa dei genitori di Ori, che per l’occasione è stato completamente rinnovato con una gran veranda che copriva tutto quanto. Elisabetta e le sue amiche hanno preparato di tutto. C’erano tantissime cosa da mangiare. Sono venuti anche i soci di Cibo, Claudio (naturalmente), Angelo e Roberto. C’erano tutti quanti insomma, tutti i personaggi che si sono alternati nella mia vita di questi ultimi 2 anni. In realtà abbiamo fatto anche un altro pranzo, venerdì, con tutti i colleghi della pasticceria e tutti i soci di Cibo. Giorni davvero intensi, ricchi di emozioni, da far girare la testa. E’ difficile fare ordine in questo momento. E’ difficile farlo nella mia testa e soprattutto in casa nostra. Ci sono ancora molte cose da portare fuori e domani sarà l’ultimo giorno utile. Gran giornata sarà. Nella mia casella di posta è già arrivato il consueto messaggio della Cathay che mi ricorda l’itinerario del mio imminente viaggio. Ci siamo. Martedì mattina il gran momento. Verranno tutti all’aeroporto, nonostante Orietta abbia chiesto di non farlo vista la particolarità del momento. So cosa l’aspetta poverina. Conosco molto bene quel dolore, quelle lacrime senza fine che sembrano non farti respirare da quanto scendono intensamente. E’ inutile. In questo momento non riesco a godermi il mio ritorno. So che riuscirò a farlo tra poche ore ma per adesso non posso che condividere e rispettare il dolore di questa gente. Che è forte. Ma siamo pronti. Nonostante tutto lo siamo. Ci aspetta un’altra vita. Non vediamo l’ora di chiudere questo capitolo per cominciare subito quello nuovo. Oltre 21 ore di volo ci separano dalla mia terra. Tanti i progetti, gli impegni, le cose e il lavoro da fare. Due giorni fa abbiamo portato la tv lcd e tutte le mie cose elettroniche alla compagnia che effettuerà la spedizione. Martedì, dopo la nostra partenza, mio suocero porterà il resto. Mercoledì il nostro bacale verrà imbarcato e tra 50 giorni potremo riavere tutto al porto di Ancona per il prezzo di soli 500 dollari (300 euro). Il prezzo è basso e il tempo è lungo perchè la spedizione è di favore, una sorta di passaggio che danno al nostro bancale di roba. Il mio Imac 20” provo a portarlo in aeroporto. Lo manderò giù al check-in, pagando quello che dovrò pagare per i 15 chili in più che ci ritroveremo. Ho provato a mandarlo in via ordinaria tramite le poste australiane ma mi costava oltre 100 euro, più che pagare la tassa alla compagnia aerea. Speriamo non facciano storie. Soprattutto speriamo non le faccia l’Alitalia per il volo Fiumicino-Firenze quando si ritroveranno i miei bagagli da imbarcare. Vedremo.
Nella sezione album trovate le poche foto della festa di oggi (le vedete anche sotto questo post).
Sono stanco e vado a dormire. Domani giornatina pesante.
Faccio sogni brutti di incidenti aerei da due settimane, come ogni volta che devo volare. Non so perchè ma non mi frega niente di me. Sono molto preoccupato per il nostro piccolino. Se potete e se credete, per favore, fate una preghierina per lui che lo accompagni nel volo.... solo per lui :-)
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Football: Port Adelaide nella Grand Final

Uno dei protagonisti della partita di oggi

Stabiliamolo subito. Io non ho mai seguito lo sport più popolare d’Australia, ovvero il football. Certo è che dopo questo pomeriggio l’occhiolino comincio a buttarcelo. La seconda squadra di Adelaide (nella massima serie australiana, AFL, ce ne sono due), ovvero il PORT ADELAIDE, ha letteralmente stracciato i KANGAROOS in una bellissima partita all’AAMI stadium, dove ho visto il concerto degli U2 tempo fa e che vedete in foto appena qui a lato, valevole per la semifinale del campionato 2007. Il football australiano è una via di mezzo tra il rugby che conosciamo noi e il football americano. Possiede delle regole tutte sue e per questo motivo rimane sempre abbastanza isolato dal resto delle competizioni da questa parte del pianeta. E’ co
munque molto sentito in città anche perchè le due squadre presenti hanno sempre occupato i primi posti della classifica della AFL. Ci sono gli Adelaide Crows (forse quelli che mi sentirei di tifare) e i Port Adelaide, che prendono il nome dalla zona portuale della città dove è nato il team. Diciamo che è un po’ come se fossero il Genoa e la Sampdoria. I Crows purtroppo quest’anno non sono andati oltre la prima fase delle finali e hanno finito la stagione all’ottavo posto. Da sottolineare che gli Adelaide Crows hanno il maggior numero di abbonati dell’intero campionato con quasi 51.000 presenze ad ogni partita casalinga (praticamente l’intera capienza dell’AAMI stadium). L’AFL segue l’evoluzione stagionale che ha anche il nostro basket. C’è una stagione regolare con classifica al termine della quale cominciano i play off (un mini torneo tra le prime della classe con grande finale al termine della stagione). Avviene un po’ come per il Superball negli Usa. La GRAND FINAL ci sarà sabato prossimo e il Port Adelaide, stracciando oggi i Kangaroos, hanno avuto il diritto di accesso per giocarsi la coppa contro il Geelong, una squadra ammazzacampionato (ha vinto tutte le partite tranne una persa proprio con il Port Adelaide) che prende il nome dalla cittadina del Victoria a 75 chilometri a sud di Melbourne.
La finalissima verrà giocata come ogni anno al Melbourne Cricket Ground (che vedete in foto qui a fianco), uno strepitoso impianto da quasi 100.000 spettatori. E’ proprio a Melbourne che è nato questo sport e sono di questa città ben 9 squ
adre del campionato, due di Adelaide, una di Sydney, una di Brisbane, un’altra è appunto il Geelong sempre nel Victoria e due sono di Perth. Diciamo subito che agli abitanti di Melbourne non va molto giù l’idea di non avere almeno una delle loro 9 squadre nella Grand Final ma dopotutto è il secondo anno di fila che accade (lo scorso anno la finale fu disputata tra Sydney e West Coast di Perth vinta per un punto proprio da questi ultimi). Il football come dicevo è lo sport invernale più seguito. Specifico la stagione perchè d’estate il re assoluto è il tanto amato-odiato Cricket (una “palla” mostruosa che fa addormentare alcuni e appassionare altri).
Proprio a causa di questa partita oggi in giro per la città c’era davvero poca gente nonostante la bellissima giornata di sole con 26 gradi di temperatura. 
Mancano 10 giorni alla partenza. Oggi in giro in scooter assaporavo gli odori dei fiori che si sentono anche da noi a primavera. Era bellissimo. Girovagavo tornando a casa cercando di carpire ogni particolare di quello che stavo percependo consapevole di farlo per una delle ultime volte. Un po’ di tristezza e malinconia c’è sicuramente. Come è presente il rimpianto, fino ad ora, di non aver visto la vera Australia. Poi però mi tiro su, pensando soprattutto che abbiamo casa quaggiù, abbiamo la residenza, abbiamo parte della famiglia. Insomma. Una parte della nostra vita rimarrà per sempre in Australia indipendentemente da quello che ci riserverà il futuro. Più ci staremo lontani e più significa che le cose staranno andando bene in Italia. Questo mi consola indubbiamente. Tante persone vogliono i miei contatti al bar e questo mi fa pensare di aver diverse conoscenze in città che vorrò coltivare anche da lontano se possibile.
Alcuni mi chiedono le sorti del sito. Come ho già detto è chiaro che Vita In Australia verrà per lo meno messo in uno stato di sospensione con la continuazione del solo blog. I contenuti del sito cambieranno in base alle mie esperienze italiane ma esiste la possibilità concreta che rimanga in standby per lasciare spazio al mio diario.
Vi terrò aggiornati.
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Italy is everywhere e "i figli di ... "

Già. Da questa settimana abbiamo cominciato ad impacchettare la nostra roba. In realtà il grosso lo sta facendo Orietta poverina, come se non bastasse il suo lavoro e un bimbo piccolo a cui badare. Ammetto che non la sto aiutando molto. E mi dispiace. Il problema è che quando sono a casa dal lavoro passo sempre il tempo con Diego anche perchè mentre impacchettiamo qualcuno che lo tenga occupato ci deve pur essere, altrimenti quello sai i casini che fa ? Ieri poi ci ha chiamato l’agenzia immobiliare dicendoci che oggi avrebbe portato 6 persone interessate a prendere in affitto la casa. Così a tempo di record Orietta ha tolto i pacchi di mezzo e ha messo a lucido tutto quanto. Abbiamo anche chiamato una ditta per tagliare l’erba in giardino visto che era da tempo che non lo facevamo. Quando è arrivata la ragazza dell’agenzia ci ha fatto i complimenti perchè la casa era veramente carina e secondo lei non avremmo avuto problemi a trovare qualcuno. Alle 17 siamo usciti per una mezzoretta perchè quando le persone visitano le case non devono mai trovarci i proprietari all’interno. Pensa a tutto l’agenzia. Noi non incontriamo mai gli inquilini e ogni tre mesi l’agenzia effettua un sopralluogo per vedere che la casa sia sempre nello stato in cui l’abbiamo lasciata. Quando siamo tornati la ragazza ci ha comunicato che una persona era particolarmente contenta e che domani probabilmente tornerà con la moglie per farla vedere anche a lei. Insomma. Forse ci siamo. E meno male dico io. Tra tre annunci che avevamo messo (casa, moto e macchina) ancora non ci aveva chiamato nessuno. A questo punto pensiamo che l’affitto di casa sia il più importante di tutti. La moto e la macchina possono aspettare. Alla fine l’agenzia ci ha detto che possiamo affittare casa a 260 dollari la settimana (con i mobili anche di più) che sono quasi 650 euro al mese. Ci siamo quindi. La casa comincia già ad avere un aspetto diverso senza la nostra roba. In questo momento ad esempio mi trovo in ufficio e mentre scrivo i tasti della tastiera fanno l’eco per quanto è vuota la stanza.... e mi rende triste un pochetto. Lo so. L’ho desiderato così tanto tornare in Italia e mi fa piacere ancora. Ma alla casa ero davvero affezionato. Ci è nato Diego, c’ho vissuto una miriade di emozioni qua dentro e la sentivo molto “mia”. Ok. Non la vendiamo fortunatamente, la diamo solo in affitto. Ma il pensiero che degli estranei possano usare i miei mobili, o la mia cucina, o le mie scale, o il mio giardino, non mi piace per niente :-( Poi mi metto a pensare. A ieri sera ad esempio. A quanto mi giravano i coglioni perchè stavo lavorando in pasticceria. E perchè mi accorgevo dei madornali e grossolani errori che commettevano altre persone. Ripensavo così alle numerose volte che ho risolto le magagne di altri senza MAI avere anche un minino riconoscimento verbale, che so, un semplice grazie sarebbe bastato. L’esperienza della pasticceria è stata devastante per me e se non me ne fossi andato credo sarei sbroccato alla grande con qualcuno entro pochissimi giorni. Lo dico sinceramente. Ne ho piene le palle di CIBO. Soprattutto dei soci. Che non hanno MAI voluto riconoscere l’aiuto che sia io che Orietta gli davamo nel corso di questi mesi. Forse erano intimoriti da me. Forse qualcuno si è accorto che a me non bastava più impacchettare la roba per i negozi. Io stavo cominciando a capire certi meccanismi SBAGLIATI all’interno. Ma questo ha colpito nell’orgoglio più di una persona. Già. Questo cazzone di italiano che pretende adesso ? Di venirci a insegnare a noi ? Il problema è che secondo me i 4 ragazzi sono sempre stati prevenuti verso di me. Un po’ come TUTTI i figli di italiani che ho incontrato. Ma questa è una storia particolare, triste, che ha bisogno di riflessioni profonde. Proviamo un attimo ? Dunque. 
Se verrete a vivere in Australia, dico per un bel po’ di tempo come ho fatto io, vi accorgerete che man mano entrerete nella vita di questo paese i più grossi contrasti non arriveranno dagli australiani (che sono di base persone molto cordiali e disponibili, con “australiani” poi intendo quei pochi nati qui da genitori nati sempre in Australia) ma dai figli di italiani, che come ho già raccontato in un post qualche mese fa, si sentono figli di nessuno (geograficamente e culturalmente parlando) e riversano questo sentimento di frustrazione sugli italiani “veri” trasformandolo in una sorta di acidità e forte rancore. Gente nata da italiani si, ma non vissuti in Italia per trarne le influenze necessarie a definirsi tali. Insomma. Non sei italiano perchè sei nato in Australia ed è la società che ti “forma” e non la famiglia, e la società in questione (Australia) è un ibrido, un miscuglio incredibile di razze provenienti da ogni parte del globo da non riuscire a creare una vera, distinta e precisa identità culturale. Non so se mi spiego. Anche volendo è impossibile tirare una linea definita. Gli australiani chi sono ? Che abitudini hanno ? A quale religione appartengono ? Cosa fanno per le feste ? E le loro tradizioni ? Per rispondere a queste domande dobbiamo necessariamente capire le loro origini. Provate ad andare in giro a chiedere da dove vengono i genitori delle persone sui 30 anni come me. Nessuno o quasi vi dirà che i loro genitori sono nati in Australia. Quando vedete una bella ragazza bionda classica australiana (?) in realtà, molto probabilmente, lei vi dirà che i suoi sono tedeschi emigrati in Australia, o olandesi, o russi. Se trovate una mora forse vi dirà che i suoi sono greci, o italiani. Ma nessuno sarà in grado di affermare di essere australiano da più di UNA SOLA generazione (aborigeni a parte, che ormai sono ghettizzati in quelle terre radioattive e inquinate che qualche “figlio di” immigrato gli ha restituito chiedendo pure scusa in un giorno di festa nazionale). Capite ? E allora. Quando noi affermiamo, fieri, di essere italiani lo si fa pensando a MILIONI di elementi che il nostro paese ha ESPLOSO nel mondo nel corso della storia. Elementi positivi (e non) che hanno influenzato la popolazione della terra sotto diversi punti di vista. Ed è inutile, ma inconsciamente quando sventoliamo il tricolore dopo aver vinto un mondiale di calcio non lo facciamo perchè fieri di aver giocato meglio degli altri. Ma perchè “l’esplosione” continua. E’ la nostra cultura che si sparge per il globo, il nostro nome, il nostro brand, la nostra immagine e anche la nostra storia. Ora che il mondo credo di averlo girato (in una piccola parte fisicamente, ma stando in Australia ho conosciuto gente di tutte le razze possibili e immaginabili credetemi) posso comprendere quanto questa ESPLOSIONE CULTURALE sia OVUNQUE. Mammamia se lo è. Italy is everywhere signori miei. Molto di più di quello che ci raccontano in Italia. Molto di più. E quindi.  Quale bandiera sventolano, fieri, i figli degli italiani che sono nati in Australia durante un mondiale di calcio ? Quella italiana ? Con il suo significato, la sua storia bla bla bla sapendo di non avere a che fare NIENTE con quello che rappresenta o quella australiana che forse dovrebbe appartenergli di più ma che alla fine non li appassiona proprio perchè quel “FIGLI DI” è sempre tanto presente quanto ingombrante ? 
Amici. Io che mi sento parte del paese da cui provengo, io che l’ho vissuto, intensamente, io che lo rappresento, io che lo valorizzo, che lo amo e lo odio appassionatamente posso percepire fino in fondo il “limbo culturale” in cui vivono i “figli di” in Australia. Alle volte si è italiani, altre australiani, a seconda di cosa convenga al momento. Ma il marchio, indelebile, del paese di origine, quello che ti infiamma e ti rende fiero, nel bene e nel male, ecco, quello loro non lo hanno mai posseduto.
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L'Italia in prima serata su Channel 7

Ieri sera, sabato 15 settembre, Channel 7 ha trasmesso una puntata speciale di THE GREAT OUTDOORS completamente dedicata al nostro paese. Non potevo perdermela. Così ho acceso il Mac e me la sono registrata in digitale nel computer. Naturalmente il regalo è anche per voi visto che l’ho editata e inserita prontamente sul mio canale di You Tube. La trovate nella sezione AUSTRALIAN TV del sito raggiungibile nel menù principale a sinistra nella Home Page (divisa in 6 parti). In questa sezione, come tutti i file di YouTube, è in bassa qualità per renderla accessibile a tutti. Se volete godervela in Hi Resolution potete trovare i video in questa codifica nella sezione ALBUM (per adesso solo le prime due parti ma entro un paio di giorni troverete tutti e SEI i file). Si chiamano ITALY SPECIAL. La prima parte è quella che trovate in alto a questo articolo. Per vedere la trasmissione in alta risoluzione dovete avere necessariamente una buona ADSL (lo streaming è a 1Mbps). Ho pensato di rendervi partecipi di come la gente all’estero vede il nostro paese. Purtroppo i luoghi comuni si sprecano e molti storceranno il naso (o le orecchie ?). Non ci possiamo fare niente. L’immagine dello stivale è sì molto alta nel mondo ma come noterete certe etichette ormai non ce le toglierà mai più nessuno. Comunque le immagini sono davvero belle e ben definite e vi consiglio altamente il video nella versione Hi Resolution. Fatemi sapere.
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Tempesta in arrivo

Nel senso che la notte che sta per arrivare dicono sarà illuminata a giorno dai fulmini che riempiranno il cielo. Accanto vi riporto la pagina del quotidiano ON LINE del South Australia presa in questo momento. Certo che se pubblicano un warning weather in prima pagina mi immagino cosa dovrà accadere. Ve lo racconterò domani. Oggi siamo abbastanza sconvolti. Non vi ho raccontato una cosa avvenuta martedì scorso che ci ha abbastanza traumatizzati. Mentre eravamo in auto per andare a riprendere il mio scooter in officina siamo passati accanto ad un brutto incidente stradale appena avvenuto (non c’era ancora né l’ambulanza né la polizia). Una ragazzina di 15/16 anni era riversa a terra priva di conoscenza con un grosso ematoma sulla fronte e molte persone sconvolte attorno a lei. Stava tornando da scuola ed era appena scesa dal bus. Mentre l’autobus era ancora fermo alla fermata lei è passata davanti per attraversare la strada ma logicamente il veicolo impediva lei di vedere che un grosso camion stava sorpassando proprio il bus. L’ha presa in pieno, non le è passato sopra ma l’ha comunque scaraventata a terra abbastanza per mandarla in fin di vita in coma all’ospedale (questo abbiamo saputo oggi). Non potrò mai dimenticare il suo viso che ho chiaramente visto dalla macchina e i suoi occhi chiusi. Mille pensieri mi sono passati per la testa (ed è inevitabile quando hai un bimbo anche tu). Non faccio altro che pensare a lei, e sia io che Orietta sentiamo tanto il desiderio di andarla a trovare per sapere quali sono effettivamente le sue condizioni. Sappiamo che è assurdo ma siamo a pezzi. Poveri i suoi genitori, la sua famiglia. Dicono che se sopravvive ci sono molte possibilità che subisca danni cerebrali. Ricordo la sua divisa di scuola, il suo zaino. Oggetti che testimoniano un giorno normale, come tanti, finito in tragedia per una cazzata. Non dimenticate mai quanto è preziosa la vostra vita. Mai.
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