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Vi racconto 10 anni della mia vita in Australia. Continua il blog cominciato nel 2006 al mio arrivo definitivo nel South Australia. 

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Mai contraddire le mogli ...


...  allora dovrei riprendere a raccontare due cazzate ? Il fatto è che sto blog è davvero rimasto tanto indietro. E quindi ? Tante cose sono cambiate dagli ultimi racconti. Lo so, non è una scusa. Basterebbero un po' di giorni di lavoro, ripubblicare i post vecchi, riprendere un po' il filo... insomma, non ci vorrebbe poi molto. 

Vediamo. 

Onestamente non so se sono più in grado. Non scrivo da molto tempo. Il mio italiano è davvero molto arrugginito. Però ogni tanto vado a rileggere i vecchi post e mi piace rivivere le mie emozioni e penso che magari, un giorno, anche ai miei bimbi potrà far piacere leggere cosa passava il babbo (e la mamma) nei primi giorni in Australia :-)

Leggendo i post precedenti ho visto che più di una volta ho tentato di riprendere a raccontare. Magari neanche questa volta ci riuscirò.

Si accettano scommesse.

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Sinceramente ...

... ho una gran voglia di tornare a scrivere. Avrei una marea di cose di cui parlare.... vediamo se riuscirò davvero a farlo.
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E ti pareva :-)

Lo avevo detto nel post sotto che qualcosa bolliva in pentola. Adesso abbiamo la conferma. Una grossa e inaspettata proposta è arrivata oggi .... evidentemente la nostra gestione di Hutt Street ha colpito molto. Ma altrettanto inaspettatamente diciamo di no grazie. Abbiamo altri progetti e poi questa volta un uccellino all'orecchio mi dice di rifiutare. Andiamo avanti per la nostra strada.
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Reset e via

Lunedì mattina. Ori al lavoro, fino alle 3, Diego a scuola e Mattia dorme. Giuro, non mi ricordo l'ultima volta che in casa mia c'è stato un silenzio del genere :-) Ne ho approfittato per far pulizia nel nuovo iMac, pubblicare qualche video arretrato della vacanza in Italia e scrivere due righe in questo blog che ancora si chiede quale identità possa avere e quali sviluppi (se ce ne saranno) futuri. Il weekend è stato abbastanza nero per diversi motivi. Uno di questi è che ho dovuto parlare con qualcuno dello staff in negozio dandogli la notizia che non potremo dargli più ore purtroppo. E' un ruolo che non mi si addice. Mi piace gestire il mio negozio ma mai vorrei essere la persona che telefona ad un'altra dovendo comunicare quello che ho comunicato io l'altro giorno al telefono. Soprattutto se la sua permanenza nel nostro locale è anche la condizione necessaria per rimanere in Australia. Purtroppo se si vuol lavorare nel nostro bar è indispensabile che si capiscano gli ordini dei clienti, al volo. Non si può pensare di stare solo a fare i piatti o a pulire i tavoli. Bisogna anche servire alla cassa. Diversi italiani che provano ad entrare da noi non ci riescono. Come è accaduto ad una bravissima persona entrata da tre settimane. Lo sbaglio che fanno molti è quello di pensare di poter comunicare agevolmente con i clienti solo perché hanno studiato inglese in Italia o perché riescono a parlare fuori dal bar. Mentre si lavora è tremendamente diverso. Spesso c'è la fila, la gente ha fretta, c'è confusione e mettici pure il fatto che qua gli Australiani non ordinano solo un cappuccino e una pasta ma un caffè con duemila condizioni e tanto altro con uno slang completamente diverso da quello che userebbero se ti parlassero a casa loro. Se poi si sbaglia a prendere l'ordine si mettono in difficoltà anche i baristi che oltre a dover rifare il caffè al cliente lo devono far aspettare nuovamente e spesso devono tornare alla cassa per correggere l'ordine e il resto da dare al cliente. Insomma, chi sbaglia intoppa pure gli altri. Ecco perché se non si è veloci a capire e a servire non si può pensare di lavorare nei nostri punti vendita. Abbiamo provato con qualcuno ma da questa settimana abbiamo dovuto tenerlo fuori e probabilmente le cattive notizie arriveranno anche per qualcun'altro. La cosa che comunque mi ha dato fastidio è che ormai il resto dello staff è prevenuto quando arriva un italiano nel team e spesso non hanno la pazienza di aspettare che salga di livello fino a comprendere al volo qualsiasi tipo di istruzione. Fortuna che ogni tanto capita di riuscire a tenere qualche ottimo compagno d'avventura :-) Come Matteo, un ragazzo italiano completamente inserito e accolto nel team al punto che ormai riesce a fare 5 turni la settimana senza particolari problemi. A proposito di training posto un video che ho ritrovato nel nostro archivio. Si riferisce al giorno prima della nostra inaugurazione all'inizio dell'anno scorso e al primissimo giorno d'apertura. Si può notare l'ultima sessione di training organizzata dal nostro ufficio centrale e i ragazzi che ascoltano incuriositi. Di quel gruppone iniziale solo 4 stanno lavorando tutt'ora con noi.



Qualcosa comunque secondo noi sta bollendo in pentola. Entro 10 mesi abbiamo saputo apriranno altri 4 nuovi Cibo in città e da 16 che siamo adesso arriveranno a 20. Domani poi ci attende un meeting straordinario in negozio che ci ha chiesto l'Head Office.
Vedremo di cosa si tratterà.
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Non sempre è facile

No, non sempre lo è. Vivere lontani dalla terra dove sei cresciuto talvolta è molto difficile. Diciamo che capitano dei giorni duri, dove ti sembra di non vivere in simbiosi col paese che ti ospita, ci si sente scoordinati, si arranca per cercare di "sincronizzarsi" con l'ambiente che ci circonda ma inutilmente. Ogni sforzo è vano. Come se si andasse ad una marcia completamente diversa da quella degli altri, né più lenta né più veloce .... Solo diversa. Ecco come è trascorsa la mia giornata di oggi. Quando capita arriva tutta insieme la consapevolezza di quanto diversi siano i nostri due mondi e di solito non puoi farci niente. Solo aspettare che la giornata passi con la speranza che quella seguente faccia tornare tutto a posto. Ed è nelle giornate come quella di oggi che viene da chiedermi chi me lo abbia fatto fare. Inutile. Il senso di solitudine non lo puoi evitare quando sei così lontano e isolato da casa tua, quella vera, soprattutto quando non c'è nemmeno l'ombra di una pur minima comprensione dello stato d'animo che si vive. Cosa aiuta ? I ricordi, quelli belli della tua Italia, quella che voi tanto disprezzate ma che in questi momenti mi manca da far soffocare. Mi aiuta molto a riviverli la musica... quella sì che ti porta in altre dimensioni. Vi prego. Quando mi scrivete per avere informazioni su come trasferirsi da queste parti mettete in conto anche di dover convivere con questi momenti.... perché ce ne saranno eccome. E per non farsi trovare impreparati è bene pensarci subito. È bene aspettarseli. Perché con tutti gli sforzi che tu possa fare, con tutto l'impegno che tu possa metterci ci sarà sempre qualcuno che ti farà sentire diverso e non parte di loro. La lingua non aiuta. La poca comunicazione forse è il problema maggiore. È terribilmente frustrante aver passato 20 anni della propria vita a comunicare in mille modi diversi grazie al tuo lavoro (e pure con successo aggiungerei) e poi ritrovarsi a regredire a questo stato primordiale che, inevitabilmente, spesso ti relega ai margini della vita sociale. Soprattutto quando il 90% delle persone che si hanno attorno non spiccano certo per intelligenza. L'Australia del sud è così signori miei. Vivo nello stato conservatore del continente, con tutte le sue sfaccettature negative. Provate a chiedere agli italiani che si trovano ad Adelaide adesso...  Vi racconteranno cose che sulle guide della Lonely Planet non troverete mai. Sarebbe anche l'ora di cominciare a raccontarle certe cose no ? Sempre che domani non sia una giornata migliore. 
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