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Prime impressioni e consapevolezze

Sono passate due settimane ormai da quando siamo arrivati in Australia. Solo oggi ci hanno portato l’Adsl a casa. L’aspettavo così tanto. Internet per me è indispensabile. Fino ad ora scroccavamo una wifi aperta di un vicino di casa ma considerando che in Australia non esistono abbonamenti FLAT non mi sembrava il caso di continuare molto. E poi dai, non possiamo fare  gli italiani pure qua no ? :-)) Così questa mattina è venuto il tecnico della Telstra, la compagnia storica australiana (un po’ come se fosse la nostra Telecom) e con un’ora di lavoro ha portato un cavo direttamente dai piloni stradali alla casa dei genitori di mia moglie (stiamo da loro fino a quando non troviamo una casa nostra in affitto). Questo lavoro complicato lo abbiamo dovuto necessariamente fare perchè la normale Adsl non era disponibile, nel senso che sono terminate da tempo le connessioni (che sono limitate nel numero come in Italia del resto). Così hanno dovuto optare per forza al cavo (come la fibra di Fastweb per intenderci). Le connessioni Adsl in Australia purtroppo non sono come in Europa e costano molto di più. Come ho detto non esistono abbonamenti Flat ma devi per forza acquistare un quantitativo di giga per navigare. Noi ad esempio paghiamo 79 dollari (39 euro) per avere 12 giga mensili in un flusso veloce di 20 mega. Se li oltrepassi la connessione scende di velocità da 20 mega a 128k fino al rinnovo mensile. Puoi comunque fare quanti upgrade o downgrade desideri, passare da un abbonamento da 12 giga a 25 giga e poi tornare a 12 giga di nuovo senza obblighi. Basta che tieni l’abbonamento (anche minimo) per due anni. Insomma, da questo punto di vista sono rimasto delusissimo. Quando troveremo casa potremo trasferire l’abbonamento attivato oggi. Con lo stesso collegamento che ci hanno fatto possiamo ricevere la Fox Digital (la tv di Murdoch, lo stesso di Sky). Basta avere il box da collegare alla tv (senza parabola quindi) e un abbonamento alla tv digitale naturalmente. Non è stato facile. Non E’ facile. Il primo giorno soprattutto sono entrato in crisi piena. Ho pianto più volte al telefono con i miei genitori ripensando alle splendide tre settimane passate insieme con Diego. Mi mancava l’aria e ero pieno di angoscia e di paura di non farcela. Devo ringraziare Barbara, la mia cara amica di Firenze, che con poche parole ma sincere è riuscita a tirarmi su il necessario per andare avanti. E ora sono qui. A due settimane dall’arrivo ho completamente assimilato i problemi dovuti al cambio di fuso orario e sto bene, sereno. Questa sarà la mia prima settimana di lavoro. Anche se per due giorni soltanto tornerò al bar di Norwood, dove ho già lavorato due anni fa, e settimana dopo settimana farò sempre più ore. David, il titolare figlio di immigrati di Castelfranco Veneto, ci ha detto che se vogliamo può darci lavoro ad entrambi per 50 mila dollari l’anno ciascuno. Orietta ha iniziato oggi. Per i primi giorni uno di noi due dovrà stare sempre a casa con Diego. Anche se il piccolino sembra essere davvero felice quaggiù abbiamo deciso di non lasciarlo solo troppo presto. Dopotutto da quando siamo andati in Italia un anno e mezzo fa siamo stati sempre con lui tutti i giorni e ora si deve abituare piano piano a stare con i nonni a casa quando lavoriamo. Si, Diego è felice, con il cuginetto Alessio soprattutto sembra essere nato un affetto incredibile che manco io avevo mai visto in due bambini. Una delle prime notti ha voluto addirittura dormire nel lettone con lui (mai successo con nessuno prima). Corre per la casa, sta fuori in giardino, ieri siamo stati a pranzo da mio cognato al mare, ad Henley Beach, e il figlio di Claudio ha un sacco di giochini, compresa la “sand-box”, la zona di sabbia marina in giardino .... non vi dico Diego quanto si è divertito. Nonostante questo ricorda sempre i giorni passati con i nonni a Vernio. Appena gli faccio il verso della campanella della stazione ferroviaria lui se ne parte con un discorso lunghissimo dove racconta degli Eurostar, della Freccia Rossa, dei Merci e dei locali per Bologna che andava a vedere col nonno. Oppure quando vede un gatto parte in quarta a raccontare che tirava la coda alla Rosi (la gattina di mia mamma). Si vede che gli mancano tanto queste cose. Io rimango imbambolato quando fa così. Mi si stringe il cuore consapevole di quello che abbiamo fatto. Poi però la consapevolezza mi porta anche a rendermi conto di quanto fortunato sia questo bambino. Ha due genitori che si vogliono bene e dei nonni, da entrambe le parti, che farebbero qualsiasi cosa per lui. E poi alla fine di ottobre arriverà questo nuovo e immenso regalo che io e Orietta faremo a Diego. Una nuova vita che entrerà a far parte della nostra famiglia ... e questa volta lo sappiamo tutti dentro di noi anche se non abbiamo la certezza medica che sarà una bambina .... abbiamo già pensato al nome :-) Ma non ve lo dico ancora :-)
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