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Reset e via

Lunedì mattina. Ori al lavoro, fino alle 3, Diego a scuola e Mattia dorme. Giuro, non mi ricordo l'ultima volta che in casa mia c'è stato un silenzio del genere :-) Ne ho approfittato per far pulizia nel nuovo iMac, pubblicare qualche video arretrato della vacanza in Italia e scrivere due righe in questo blog che ancora si chiede quale identità possa avere e quali sviluppi (se ce ne saranno) futuri. Il weekend è stato abbastanza nero per diversi motivi. Uno di questi è che ho dovuto parlare con qualcuno dello staff in negozio dandogli la notizia che non potremo dargli più ore purtroppo. E' un ruolo che non mi si addice. Mi piace gestire il mio negozio ma mai vorrei essere la persona che telefona ad un'altra dovendo comunicare quello che ho comunicato io l'altro giorno al telefono. Soprattutto se la sua permanenza nel nostro locale è anche la condizione necessaria per rimanere in Australia. Purtroppo se si vuol lavorare nel nostro bar è indispensabile che si capiscano gli ordini dei clienti, al volo. Non si può pensare di stare solo a fare i piatti o a pulire i tavoli. Bisogna anche servire alla cassa. Diversi italiani che provano ad entrare da noi non ci riescono. Come è accaduto ad una bravissima persona entrata da tre settimane. Lo sbaglio che fanno molti è quello di pensare di poter comunicare agevolmente con i clienti solo perché hanno studiato inglese in Italia o perché riescono a parlare fuori dal bar. Mentre si lavora è tremendamente diverso. Spesso c'è la fila, la gente ha fretta, c'è confusione e mettici pure il fatto che qua gli Australiani non ordinano solo un cappuccino e una pasta ma un caffè con duemila condizioni e tanto altro con uno slang completamente diverso da quello che userebbero se ti parlassero a casa loro. Se poi si sbaglia a prendere l'ordine si mettono in difficoltà anche i baristi che oltre a dover rifare il caffè al cliente lo devono far aspettare nuovamente e spesso devono tornare alla cassa per correggere l'ordine e il resto da dare al cliente. Insomma, chi sbaglia intoppa pure gli altri. Ecco perché se non si è veloci a capire e a servire non si può pensare di lavorare nei nostri punti vendita. Abbiamo provato con qualcuno ma da questa settimana abbiamo dovuto tenerlo fuori e probabilmente le cattive notizie arriveranno anche per qualcun'altro. La cosa che comunque mi ha dato fastidio è che ormai il resto dello staff è prevenuto quando arriva un italiano nel team e spesso non hanno la pazienza di aspettare che salga di livello fino a comprendere al volo qualsiasi tipo di istruzione. Fortuna che ogni tanto capita di riuscire a tenere qualche ottimo compagno d'avventura :-) Come Matteo, un ragazzo italiano completamente inserito e accolto nel team al punto che ormai riesce a fare 5 turni la settimana senza particolari problemi. A proposito di training posto un video che ho ritrovato nel nostro archivio. Si riferisce al giorno prima della nostra inaugurazione all'inizio dell'anno scorso e al primissimo giorno d'apertura. Si può notare l'ultima sessione di training organizzata dal nostro ufficio centrale e i ragazzi che ascoltano incuriositi. Di quel gruppone iniziale solo 4 stanno lavorando tutt'ora con noi.



Qualcosa comunque secondo noi sta bollendo in pentola. Entro 10 mesi abbiamo saputo apriranno altri 4 nuovi Cibo in città e da 16 che siamo adesso arriveranno a 20. Domani poi ci attende un meeting straordinario in negozio che ci ha chiesto l'Head Office.
Vedremo di cosa si tratterà.
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Non sempre è facile
E ti pareva :-)
 

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