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Riepilogo degli ultimi eventi

Dunque. In uno degli ultimi post prima della pausa avevo aggiornato il blog sugli ultimi eventi della nostra vita. Dopo un anno passato nel punto vendita di Norwood sulla Parade io e mia moglie siamo stati spostati, senza possibilità di scelta, nel punto vendita dove attualmente ci troviamo: ad Hyde Park su King William Road. In effetti, una serie di eventi incrociati che hanno coinvolto diverse persone tra cui noi stessi, hanno portato a molti cambiamenti all'interno di due dei più importanti punti vendita della catena di mio cognato. Il vecchio manager che gestiva Hyde Park se ne è andato dopo poche settimane il nostro arrivo e al momento io e mia moglie siamo i manager che lo gestiscono a tutti gli effetti. E' stata durissima ambientarsi in un nuovo locale con uno staff letteralmente diviso in due (una parte composta dai cosiddetti senatori legati al vecchio manager e un'altra parte invece felice del nostro arrivo e dispostissima a collaborare con noi), nuova zona della città (pochissimi italiani a differenza di Norwood e molto molto più ricca piena zeppa di gente con la puzza sotto il naso che non esitava un attimo a farci notare quanto erano legati alla vecchia gestione). Insomma. Io e Orietta ci siam dovuti tappare le orecchie e pensare solamente a riportare a livelli accettabili un punto vendita che, grazie al vecchio manager, si stava allontanando dalle linee guida del franchising e di conseguenza dagli obiettivi economici stabiliti. Diverse le lamentele che si sentivano in città sui caffè di Hyde Park e molte erano le persone che, pur vivendo o lavorando nei pressi del nostro locale, decidevano di recarsi in altri punti di Cibo ben più distanti dal nostro. Piano piano e non senza sacrifici, io e Orietta ci siamo guadagnati la fiducia dello staff, il quale si è poi dimostrato disposto a seguire le nostre nuove direttive, in particolare quelle per riportare allo standard di Cibo la realizzazione dei caffè e dei cappuccini che tanto successo stanno avendo in tutto lo stato. Non è facile tenere a bada, guadagnare la fiducia e quindi il rispetto di 20 persone diverse alle tue dipendenze. Il nostro lavoro è comunque stressante, il locale è piccolo ma molto molto busy (pieno zeppo di gente in quasi ogni momento del giorno) e bisogna correre sempre. Sta di fatto che settimana dopo settimana il GP (gross profit) è tornato a livelli buoni e la nostra media è addirittura un punto percentuale sopra l'obiettivo prefissatoci. I caffè sono tornati ad essere come la gente si aspetta da Cibo anche se purtroppo ci han fatto notare che quando io e Orietta siamo alla macchina del caffè la gente entra più volentieri nel locale rispetto a quando non ci siamo, e questo non va bene. Dobbiamo infatti lavorare di più sulla formazione dei baristi che comunque, da questo punto di vista, non sono particolarmente predisposti a seguire le nostre direttive. Essere barista in Australia è motivo di prestigio essendo un mestiere ben pagato, ricercato e talmente popolare da finire sui quotidiani locali abbastanza spesso. Chi sta alla macchina del caffè sa di avere l'attenzione di tutta la clientela davanti a se mentre aspetta i suoi buoni 10 minuti per il caffè ordinato e vi garantisco che se alla fine la tazza preparata sarà o troppo calda, o troppo fredda, o troppo weak o troppo strong il cliente bastardo pieno zeppo di soldi di Hyde Park non esiterà a sputtanarvi davanti a tutti gli altri senza la minima pietà. Fortuna che molte volte non capisco in dettaglio ciò che mi dicono e questo evita che un carattere irascibile e orgoglioso come il mio possa creare problemi o imbarazzi alla società per cui lavoro :-) Questa, signori, è stata davvero la mia fortuna per tutto il tempo che vivo in Australia. 
Ma veniamo alle ultime settimane. Un mese e mezzo fa mi chiama mio cognato (socio del franchising e co-fondatore del marchio CIBO AUSTRALIA pty ltd) dicendomi con entusiasmo che avevano trovato finalmente una location spettacolare per un nuovo Cibo in città e avevano pensato a noi per l'assegnazione. Dal momento che la spesa totale per la realizzazione di un nuovo punto vendita si aggira sui 500 mila dollari (350 mila euro) dovevamo pensare ad un socio che potesse finanziare, senza lavorarci, il nostro nuovo progetto. Chi poteva avere tanti soldi senza rompere troppo le palle nel nostro futuro lavoro quotidiano ? Naturalmente la persona per cui lavoriamo attualmente, ovvero il proprietario finanziatore dei Cibo per cui abbiamo e stiamo lavorando tutt'ora. Dopo una serie di meeting dove lui ha cercato comunque di inserire una nostra vecchia conoscenza all'interno del progetto e che ha rischiato di far saltare tutto quanto, lunedì mattina finalmente abbiamo il meeting finale nella sede centrale di Cibo sulla North East Road. Il nostro socio ha accettato di concederci la metà della società a patto che portiamo in fretta i soldi della nostra parte per poter cominciare immediatamente i lavori nel locale di Hutt Street dove apriremo. Tutti i mobili, le macchine del caffè, i frighi del gelato, del cibo e della pasticceria devono essere ordinati in Italia e l'ufficio centrale di Cibo sta già pagando per noi l'affitto dei locali, ecco spiegata la fretta di chiudere su carta il progetto al più presto possibile. Obiettivo: aprire a metà dicembre giusto in tempo per la prossima stagione estiva e subito prima le festività natalizie. In un altro post racconterò quanto sia complicato ottenere i soldi dalle banche in Australia e i problemi che abbiamo avuto al punto di dubitare sul fatto che qualcuno lo abbia fatto apposta per farci perdere il progetto visto l'enorme interesse che ruota intorno alla splendida location che abbiamo trovato. Anche altri proprietari di altri punti vendita di Cibo hanno tentato disperatamente di boicottarci per potersi inserire loro nel progetto imprenditoriale ma al momento stiamo reggendo ogni attacco anche se non per molto. Crediamo infatti che se non riusciremo ad avere i soldi per la fine della prossima settimana l'ufficio possa decidere di dare ad altri la possibilità di acquistare Hutt Street. La povera Ori, l'unica tra noi due che possa parlare con le banche visto il mio inglese, sta lottando contro il tempo e si sta facendo seguire da professionisti esterni da Cibo per evitare possibili "contagi" dannosi alla nostra attività. Dopo aver creduto, sbagliando, su persone consigliateci per l'ottenimento del mutuo, adesso pare che siamo sulle strada giusta per avere i soldi in 10 giorni massimo. Ci auguriamo che lunedì mattina al meeting questo tempo possa essere sufficiente ai ragazzi di Cibo e al nostro partner in affari.... anche perché la salute comincia ad andarsene per lo stress.
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Riparte il blog .... almeno ci provo :-)
Quarto compleanno di Diego
 

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